L’ernia inguinale e l’idrocele del
bambino
La scoperta di
una tumefazione inguinale, talora associata all’aumento volumetrico
di una od entrambe le borse scrotali, rappresenta un evento piuttosto
frequente in età pediatrica. Sono spesso proprio i genitori i primi
a porre la diagnosi di ernia od idrocele nel bambino.
Si tratta di due delle due più comuni patologie chirurgiche dell'età
infantile: la prima può comparire sia nei maschietti che nelle femminucce
mentre la seconda compare soltanto nei maschietti. Entrambe tali condizioni
sono determinate dalla persistenza del DOTTO PERITONEO VAGINALE, estroflessione
del peritoneo che ricopre l'interno della cavità addominale, che accompagna,
nel maschio, il testicolo nella sua discesa verso lo scroto e, nella
femmina, il legamento rotondo dell’utero verso le grandi labbra.
Tale struttura va abitualmente incontro a scomparsa per obliterazione
nel corso dei primi mesi di vita.
La persistenza del dotto peritoneo vaginale o la sua parziale obliterazione
determina la comparsa di patologie chirurgiche diverse (vedi figura):
Se il dotto è di minuscole dimensioni si avrà il passaggio del solo
liquido peritoneale verso la borsa scrotale dove è situato il testicolo
determinando la comparsa dell'idrocele comunicante.
In tale condizione l’entità della raccolta liquida può modificarsi nel
corso della giornata determinando, quindi, la variazione del volume
dell'emiscroto corrispondente. Il passaggio del liquido può cessare
del tutto, determinando la normalizzazione del volume scrotale, per
poi ricomparire a distanza di giorni o mesi. Qualora la porzione più
distale del dotto sia andata incontro ad obliterazione, la raccolta
liquida sarà limitata alla prima porzione del dotto p.v.. Si realizza
in tal modo l'idrocele del funicolo (comunemente detta
‘cisti del funicolo’). Sia il classico idrocele che la cisti del funicolo
rappresentano condizioni innocue che possono essere trattate chirurgicamente
dopo i tre anni di vita, età dopo la quale una chiusura spontanea del
dotto peritoneo vaginale diviene molto improbabile. I genitori sono
spesso allarmati dal colorito ‘bluastro’ che l’emiscroto assume in presenza
di idrocele. Tale fenomeno è legato ad un effetto ‘lente di ingrandimento’
che la raccolta liquida esplica nei confronti dei vasi sanguigni cui
il dotto peritoneo vaginale, è intimamente adeso.
Nel caso in cui il dotto presenti un
diametro più ampio, il contenuto della cavità addominale (anse intestinali,
omento) può fuoriuscire attraverso l’orifizio inguinale interno ed impegnarsi
nel dotto peritoneo vaginale che, a mo’ di ‘sacco’
li contiene al di fuori della cavità addominale. Si tratta della cosiddetta
ERNIA INGUINALE.
E' chiaro quindi come l'ernia inguinale non sia una
condizione acquisita in relazione a sforzi od altre attività quotidiane
del bambino ma rappresenti una condizione esistente alla nascita che
si manifesta nelle età successive della vita. E' presente nel 3-4%
dei bambini e colpisce sia le femmine che i maschi sebbene sia più
frequente in questi ultimi. Predilige il lato destro e può essere
bilaterale. Nei casi in cui l'ernia interessi il lato sinistro e'
molto probabile che possa comparire anche a destra.
Può divenire evidente poche ore dopo la nascita come in qualsiasi
età della vita, manifestandosi sempre come una tumefazione teso
elastica situata in regione inguinale che può estendersi all'emiscroto
corrispondente. La tumefazione può scomparire in relazione
allo spontaneo ritorno dei visceri erniati nella cavità addominale.
Ciò non equivale purtroppo alla ‘scomparsa dell'ernia’,
in quanto il 'sacco' (dotto peritoneo-vaginale) persiste.
La 'grandezza' dell'ernia, intesa come volume della tumefazione
apprezzabile clinicamente, non si correla alla sua gravità ne alla
possibilità di incorrere nella sua complicanza più frequente: l'incarceramento
o strozzamento erniario che rappresenta la complicanza
più temibile dell'ernia inguinale. I visceri erniati attraverso il
canale inguinale subiscono lo strangolamento dei vasi sanguigni con
conseguente congestione vascolare ed aumento di volume. In tali
condizioni possono più essere ricondotti nella cavità addominale.
Con il passare del tempo la sofferenza ischemica del viscere erniato
può determinarne la necrosi e successiva perforazione. L'incarceramento
erniario e' più frequente nei primi anni di vita e deve essere temuto
particolarmente nei bambini di età inferiore ai 12 mesi. L'ernia inguinale
in età pediatrica deve essere operata al momento della diagnosi in
quanto non esiste la possibilità che scompaia spontaneamente. Terapie
alternative (cinti, sospensori, etc.!!) oltre ad essere inutili possono
essere estremamente pericolose. Qualora si verifichi l’incarceramento,
precedentemente descritto, l'intervento chirurgico diviene urgente
e non differibile.
L'intervento, eseguito in anestesia generale, viene realizzato mediante
una incisione nella piega inguinale cui segue l’identificazione
del sacco erniario (dotto peritoneo-vaginale) che viene isolato, legato
e sezionato alla base peritoneale. L'intervento non comporta la necessità
di degenza a letto ne dolori o limitazioni della normale
attività motoria (anche se spesso frenetica !!!). Il bambino può essere
dimesso, nella vasta maggioranza dei casi, nella stessa giornata in
cui viene eseguito l'intervento (Day Surgery).
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