Fimosi e prepuzio
Uno dei quesiti
che più frequentemente vengono posti al chirurgo pediatra dai genitori
riguarda la morfologia del pene del loro bambino. In
particolare, ciò che li preoccupa maggiormente, è l’impossibilità di
retrarre il prepuzio in modo tale ottenere la scopertura del glande.
Il motivo per cui un argomento, apparentemente così banale sia causa
di ansia e perplessità per molti genitori dipende dall'esistenza di
pareri discordi in merito all'atteggiamento da adottare nei confronti
del pene infantile. Esistono, infatti, due linee di pensiero diametralmente
opposte riguardo la opportunità o meno di modificare l’anatomia del
pene infantile in modo tale da permettere la scopertura del glande sin
dalla tenera età:
-
Gli interventisti: sono coloro
i quali sostengono la necessità di un precoce (primi mesi di vita)
‘intervento’ esterno cosi che il glande possa essere scoperto sin
dalla più tenera età. A tale fine viene suggerita la cosiddetta
‘ginnastica prepuziale’, vale a dire tentativi progressivi di retrarre
il prepuzio (la mamma viene istruita perché provveda, durante il
bagnetto igienico del bambino, a mettere in atto tale pratica).
In altri casi è lo stesso pediatra che provvede, nel corso di una
delle prime visite di controllo a ‘sistemare’ la situazione retraendo
in un unica soluzione il prepuzio. L’atteggiamento più estremista
tra gli interventisti prevede la circoncisione neonatale, vale a
dire l’asportazione chirurgica di tutto il cappuccio prepuziale
lasciando il glande permanentemente scoperto; tale atteggiamento
assume un significato rituale nella popolazione ebraica, negli Stati
Uniti ed in molti altri paesi.
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I conservatori: propongono
di lasciare che l’organo genitale si sviluppi e si modifichi progressivamente
come previsto dalla natura.
Le motivazioni addotte per giustificare l'uno o l'altro
atteggiamento sono le più varie ed assumono i caratteri di una controversia
ben lungi dall’essere risolta e che talora, superando i confini di
un ragionevole disaccordo, viene vissuta con atteggiamenti estremistici
da ambo le parti.
Per cercare di chiarire il problema é opportuno fare delle premesse
di ordine anatomico e fisiologico che serviranno come chiave di lettura
delle motivazioni a supporto dei fautori della circoncisione neonatale
e di coloro che ne sono contrari.
Anatomia e fisiologia del pene
Il PENE e' dotato di un rivestimento
cutaneo che si estende dalla cute del pube all’apice del glande. La
porzione distale prende il nome di PREPUZIO. Quest'ultimo è costituito
da due foglietti, uno ESTERNO ed uno INTERNO.
Il passaggio dall’uno all’altro avviene in corrispondenza del cosiddetto
ostio prepuziale.
Nel corso dello sviluppo embrionale ( VI-VIII settimana di gestazione),
il prepuzio trae origine da una piega cutanea dorsale del fallo primitivo
che estendendosi in modo circonferenziale si porta lateralmente sino
a fondersi ventralmente per formare il frenulo.
Glande e prepuzio si sviluppano ed accrescono, quindi, come un organo
unico dalla stessa gemma epiteliale ectodermica. Alla nascita, la porzione
distale del prepuzio e lo stesso ostio prepuziale sono ristretti e non
permettono, nella maggioranza dei casi, la scopertura del glande.
La superficie mucosa del glande ed il foglietto interno del prepuzio,
intimamente adesi, condividono un'unica assise cellulare in cui non
esiste un piano di separazione propriamente detto.
La naturale separazione del prepuzio dal glande, sebbene talora già
avvenuta alla nascita, più frequentemente si realizza nel corso dei
mesi e degli anni successivi determinando un graduale e progressivo
scollamento del prepuzio dal glande che permetterà, al termine di tale
processo, la naturale retrazione della pelle del prepuzio verso l'addome.
Le cellule epiteliali che rivestono il glande ed il prepuzio vanno incontro
ad un continuo processo di rinnovamento cellulare che dura tutta la
vita. Le cellule degenerate si accumulano, insieme con il prodotto
delle ghiandole sebacee situate in prossimità della corona del glande
(ghiandole di Tyson), sotto forma di 'perle' biancastre (CISTI SMEGMATICHE)
che, man mano che il prepuzio si retrae, vengono eliminate all'esterno.
La scoperta di tali formazioni da parte dei genitori é, spesso, fonte
di ingiustificate apprensioni. Con il tempo, grazie al fenomeno precedentemente
descritto e come conseguenza delle spontanee erezioni che avvengono
durante il sonno ed in coincidenza con le minzioni, si realizza una
completa, naturale ed atraumatica separazione del prepuzio dal glande.
Contemporaneamente la parte ristretta del prepuzio va incontro ad una
progressiva dilatazione.
Al termine di questa serie di eventi sarà possibile ottenere una completa
RETRAZIONE PREPUZIALE.
LA FUNZIONE DEL PREPUZIO
Il prepuzio rappresenta una valida protezione
per la mucosa del glande, sottoposto all'azione irritante di urina e
feci. Qualora venga eseguito uno scollamento intempestivo delle adesioni
balano prepuziali od una precoce circoncisione, tale funzione protettiva
e' persa.
Il glande del bambino non più protetto dal prepuzio é soggetto a continui
traumatismi derivanti dallo sfregamento con il pannolino. Ciò può determinare
la comparsa di infiammazioni della mucosa uretrale a livello del meato
urinario con successiva stenosi cicatriziale .
Per assicurare una corretta igiene del pene infantile nei primi anni
di vita, qualora sia già avvenuta la retrazione del prepuzio, è sufficiente
il lavaggio del glande con acqua e con comuni detergenti.
L'igiene del pene diverrà, successivamente, un momento dell'igiene corporea
quotidiana del bambino al pari del lavaggio dei capelli, della pulizia
dei denti, etc. Alla pubertà il maschio deve essere informato riguardo
l'importanza della retrazione del prepuzio e della pulizia quotidiana
del glande e del solco balano prepuziale ove tende ad accumularsi lo
SMEGMA, prodotto dalla desquamazione cellulare, precedentemente descritta,
mista al secreto delle ghiandole sebacee.
Se il prepuzio sembra non retrarsi facilmente e precocemente é importante
capire che ciò accadrá presto e la mancata retrazione, in un
bambino che non sia stato sottoposto a manipolazioni del prepuzio,
non rappresenta un'anomalia che necessiti di un intervento terapeutico
e nulla ha a che vedere con la fimosi, alterazione cicatriziale della
porzione distale del prepuzio. Studi statistici hanno dimostrato che
la retrazione e' completa a sei mesi di vita nel 25% dei bambini, ad
un anno nel 50%, a due anni nell' 80% ed a quattro anni nel 90% .
Nel restante 10% le adesioni si risolveranno in epoche successive senza
che ciò comporti la necessità di ricorrere a terapie chirurgiche.
Il semplice quotidiano lavaggio esterno è ciò che serve nel lattante
e nel piccolo bambino.
I tentativi di retrazione prepuziale forzando le fisiologiche adesioni
balano prepuziali provocano danni al pene causando dolore, lacerazione
della delicata cute prepuziale, sanguinamento e, spesso, adesioni cicatriziali
molto più tenaci di quelle fisiologiche in quanto risultato del contatto
tra superfici cruentate.
Lo spazio virtuale tra foglietto interno del prepuzio e glande diverrà
uno spazio reale, bisognoso, come nell'adulto, di una igiene accurata.
Tale pratica quotidiana verrà attivamente contestata dal piccolo bambino
il quale conserverà ben vivo il ricordo del dolore provocato dalla retrazione
del prepuzio, impedendo che ciò si ripeta.
Verranno, inoltre, a crearsi tra glande e prepuzio zone di accollamento
parziale in cui si verificherà il ristagno di urina e smegma. L'impossibilita'
di ottenere un lavaggio efficace del glande e della porzione interna
del prepuzio determina, in tali situazioni, la comparsa di episodi
infiammatori acuti con raccolta di pus, dolore e tumefazione dei tessuti
(BALANOPOSTITI).
Tale patologia é virtualmente
sconosciuta al bambino non sottoposto alle manovre descritte.
In base alle considerazioni esposte sembra abbastanza ovvio considerare
la pratica della ginnastica prepuziale a fini 'igienici' quanto meno
inutile se non addirittura sadica. E’ stato infatti appena descritto
come la retrazione prepuziale sia un evento naturale che non necessiti
di nessun 'aiuto' da parte dei genitori. Un’accurata anamnesi dei bambini
con episodi ricorrenti di infezioni del pene mette in evidenza, in una
percentuale elevatissima di casi se non nella totalità,
uno o più tentativi di retrazione forzata del prepuzio spesso dimenticati
o mentiti dai genitori. L'esperienza clinica quotidiana ed i numerosi
lavori scientifici presenti in letteratura ci permettono di affermare
come sia la stessa divulsione prepuziale forzata la prima causa di fimosi
per la quale si rende necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.
In conclusione: alcuni organi del bambino presentano differenze morfologiche
nei confronti dell'adulto erroneamente interpretate come patologiche,
legate esclusivamente al normale divenire e modificarsi del corpo umano
nel corso della vita. Un classico esempio in proposito e' offerto dall'argomento
appena illustrato: Il pene del bambino ha una morfologia sua propria,
in cui lo scoprimento del glande, evento attinente alla età postpuberale
fertile, non ha ragione di essere effettuato!
PERCHE’ LA CIRCONCISIONE NEONATALE?
La circoncisione neonatale è una pratica
antica la cui origine va fatta risalire a circa 6.000
anni fa quando veniva eseguita dai popoli che vivevano nella parte occidentale
dell’Africa. Riscontri di tale pratica si hanno, però, già nel 2800
a.c. come risulta da un bassorilievo Egizio. Si ritiene che
la circoncisione venisse eseguita nei popoli pagani primitivi come iniziazione
prematrimoniale o prepuberale in base alla credenza che la rimozione
del prepuzio facilitasse i rapporti sessuali. In altre etnie la circoncisione
assumeva il significato di misura punitiva e marchio di schiavitù. Con
il passare del tempo il rito della circoncisione divenne un rituale
legato all’ammissione dei giovani alla classe degli uomini adulti e,
di conseguenza, un segno distintivo di virilità che dava diritto alla
partecipazione attiva della tribù.
In seguito Ebrei ed Arabi diedero
alla circoncisione una importanza religiosa, ovvero la imposero come
simbolo di appartenenza ad una casta religiosa. La prima documentazione
scritta di circoncisione appare nella Bibbia.
I musulmani eseguono anche la circoncisione femminile (mutilazione genitale
che spesso include la clitoridectomia), una pratica probabilmente di
origine africana.
Durante il diciannovesimo secolo, nei paesi di lingua inglese, la circoncisione
si è evoluta da rituale religioso o rito prepuberale a chirurgia di
routine per motivi di “salute” quando l'eziologia di molte
malattie era del tutto ignota. Tra miti ed ignoranza si fece strada
la convinzione che la masturbazione fosse causa di molte malattie. Sembrò
quindi logico per molti medici ricorrere alla chirurgia genitale su
entrambi i sessi per arrestare la masturbazione. Nel 1891 d.C.
Remondino, un medico dell'epoca, invocò la circoncisione per prevenire
e curare alcolismo, epilessia, asma, ernia, gotta, reumatismo, scoliosi
e mal di testa!
Man mano che gli studi scientifici dimostrarono la vera eziologia delle
patologie citate, nuove motivazioni furono portate a supporto della
necessità di effettuare la circoncisione neonatale, pratica virtualmente
sconosciuta a molti paesi. L'igiene e la prevenzione di malattie veneree
divennero un argomento popolare durante la prima guerra mondiale. Negli
anni '30 il timore che il prepuzio fosse causa di cancro del pene e
durante gli anni '50 di cancro della cervice uterina. Le motivazioni
più recenti per giustificare la circoncisione neonatale comprendono
la prevenzione delle infezioni urinarie nei primi anni di vita e l'infezione
da AIDS nella vita sessualmente attiva. Mentre la Società
Medica Americana ricercava motivazioni che giustificassero la perpetuazione
di tale pratica, nell'ambiente medico Europeo si facevano sempre più
numerosi gli studi finalizzati a dimostrare l'importanza ed il reale
ruolo sostenuto dal prepuzio. Nel 1949 il Dr. Douglas
Gairdner pubblicò sul British Medical Journal (Dec.24,1949: 1433-1437)
un articolo dal titolo:" The Fate of Foreskin (Il destino del prepuzio)"
in cui Gairdner descriveva il prepuzio come tessuto normale ed il ruolo
che la sua adesione al glande riveste nel proteggere il glande stesso
dal contatto con urina e feci durante l'infanzia. Come conseguenza della
pubblicazione dell'articolo Il British National Health Service cessò
di pagare i compensi per la circoncisione e tale pratica cessò in Inghilterra.
Negli Stati Uniti d'America, dove la circoncisione neonatale ha rappresentato
per decenni una pratica diffusa alla quasi totalità della popolazione,
si assiste attualmente ad un netto declino di tale consuetudine. Le
ultime cifre parlano di 59.5 % di bambini circoncisi nei primi giorni
di vita a livello nazionale. Negli stati dell’America occidentale tale
cifra scende al 35.5 %.
Una elevata percentuale di bambini vengono ancora circoncisi per motivi
razziali e religiosi (religione ebraica) e la circoncisione viene effettuata
dal rabbino al di fuori delle strutture ospedaliere.
- LA FIMOSI -
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