Il neonato con anomalie della differenziazione
sessuale
Ogni anno circa
un bambino su 5000 nasce con una condizione di ambiguità genitale, condizione
che richiede una corretta attribuzione del sesso nel più breve tempo
possibile. La nascita di un neonato con genitali ambigui rappresenta,
oltre che un problema diagnostico per il neonatologo, una situazione
di stress emotivo importante per la famiglia.
E’ necessario che l'assegnazione del sesso scaturisca dal lavoro di
un team multidisciplinare composto dal neonatologo, dal genetista, dal
chirurgo pediatra e dallo psicologo.
Ciò consente un precoce legame tra i genitori ed il bambino che non
sia influenzato da una ambigua identità sessuale del nuovo nato.
Non sempre, tuttavia, il neonatologo può avvalersi della collaborazione
di tale team e disporre delle indagini diagnostiche essenziali per la
corretta attribuzione del sesso.
Per mettere in atto i provvedimenti terapeutici più opportuni è necessaria
una approfondita conoscenza dei meccanismi
embriogenetici,biochimici e genetici alla base della normale differenziazione
sessuale.
Valutazione del neonato con genitali ambigui
La valutazione del neonato con pseudoermafroditismo
si basa sull'esame dei genitali esterni e sulla rilevazione di aspetti
morfologici peculiari a carico di altri organi ed apparati.
Il primo approccio diagnostico deve essere indirizzato alla valutazione
delle dimensioni del pene ed in particolare la consistenza dei corpi
cavernosi e la posizione del meato urinario. Nei pazienti con ipospadia
vulviforme è importante identificare la presenza di un ostio vaginale
separato dal meato urinario esterno. Se è possibile palpare delle gonadi
in sede scrotale od inguinale quasi sicuramente ci si trova in presenza
di un testicolo.
Dopo le valutazioni a carico dell'apparato genitale è opportuno misurare
la pressione arteriosa e porre particolare attenzione alle condizioni
generali del neonato (distrofia-disidratazione) ed alla presenza di
eventuali abnormi pigmentazioni cutanee (aumento dell'ACTH) nella ipotesi
di una sindrome adrenogenitale.
Nella anamnesi ostetrica deve essere indagata l'eventuale assunzione
di ormoni nel corso della gravidanza.
Per ciò che concerne le indagini diagnostiche, la determinazione del
cariotipo è di importanza prioritaria.
La valutazione del pattern ormonale prevede il dosaggio dei livelli
plasmatici di 17-idrossiprogesterone, iI desossicortisolo, cortisolo,
LH, FSH, testosterone, DEAS, Androstenedione, DHT ed ACTH.
Altre indagini utili ma non essenziali nella fase precoce dell'accertamento
del sesso sono rappresentate da:
Ecografia pelvica:
permette di identificare la presenza di strutture femminili (ovaie,
utero, tube). Questa indagine è particolarmente utile nei primi giorni
di vita quando l'utero va incontro ad un fenomeno di ipertrofia sotto
l'azione degli estrogeni materni. Nei casi in cui sia presente un
seno urogenitale comune è utile eseguire una genitografia per mettere
in evidenza l'anatomia dei genitali interni (vagina, dilatazione dell'utricolo
prostatico, uretra, vescica). La laparotomia diagnostica, un tempo
molto utilizzata, è di scarso ausilio in epoca neonatale mentre rimane
di notevole importanza nel sospetto di ermafroditismo vero dove è
essenziale per la diagnosi di certezza.
Classificazione degli stati Intersessuali:
Gli stati intersessuali possono
essere divisi in tre gruppi fondamentali:
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