Come è fatto il pene infantile
Uno dei quesiti
che più frequentemente vengono posti al chirurgo pediatra dai
genitori riguarda la morfologia del pene del loro bambino e, in particolare,
le dimensioni dell’organo genitale. Ciò
deriva principalmente dal confronto che viene effettuato tra bambini
della stessa età o, più frequentemente, tra fratelli.
Tale raffronto viene spontaneo e genera spesso ansie infondate nei genitori.
Il differente aspetto degli organi genitali fa parte delle differenze
morfologiche tra i diversi individui osservabili in tutte le caratteristiche
somatiche (altezza-peso-disposizione del pannicolo adiposo).
Per cercare di chiarire il problema é opportuno fare delle premesse
di ordine embriologico e di sviluppo dei genitali esterni.
Sviluppo e crescita del pene
Lo
sviluppo penieno avviene tra la VIII e la XX settimana di gestazione:
in questo periodo il tubercolo genitale primitivo, comune ad entrambi
i sessi, si trasforma in pene ed acquisisce nel maschio la sua dimensione
e morfologia definitiva alla nascita.
L’accrescimento penieno avviene principalmente durante la vita
intrauterina ed alla pubertà. Durante l’infanzia e la fanciullezza
le sue dimensioni variano molto poco come appare evidente nel grafico
accanto. A differenza di quanto accade per il corpo del bambino, la
crescita dell’organo genitale non è lineare ma ‘a
scatti’ con tre tappe fondamentali di maggiore accellerazione
tra la 8° e 20° settimana di vita intrauterina, nei primi 3
mesi di vita (questa un po’ meno accentuata) ed alla pubertà,
quando il pene aumenta di 3 volte le sue dimensioni nell’arco
di poco tempo. Questa ‘discordanza’ tra accrescimento del
pene ed accrescimento somatico fa sembrare i genitali di dimensioni
inadeguate per l’età, soprattutto nella fase immediatamente
prepuberale, epoca in cui il bambino raggiunge dimensioni in termini
staturali, proprie dell’età adulta.
Inoltre, in questa fase della vita gli
adolescenti hanno una grande variabilità per quanto concerne
il grado di sviluppo puberale potendosi osservare individui senza alcun
segno di sviluppo puberale ed altri con uno sviluppo puberale praticamente
completo. Le dimensioni del loro organo genitale saranno quindi marcatamente
differenti.
Contribuisce,
inoltre, a fornire una falsa impressione di ridotte dimensioni dell’organo
genitale la presenza di un eccesso di adipe della regione pubica del
bambino che trae in inganno l’osservatore inesperto considerando
il pene ‘infossato’ come un pene di ridotte dimensioni (micropene).
La presenza di questo accumulo di tessuto adiposo non è sinonimo
di obesità essendo presente, spesso, in bambini non obesi. Le
figure qui sotto dimostrano come l’apparente differenza in lunghezza
sia dovuta alla disposizione della cute e dell’adipe della regione
pubica.
Nei bambini con pene infossato coesiste, in genere, una ritardata apertura
dell’ostio prepuziale. Ciò dipende dal fatto che il glande
non svolge la fisiologica azione di divulsione del prepuzio che si realizza
durante le erezioni. In tali individui la dilatazione dell’ostio
prepuziale si verifica in coincidenza della pubertà allorché
il pene aumenta le sue dimensioni. Talora, erroneamente, questi bambini
possono essere sottoposti a circoncisione con un netto peggioramento
dell’aspetto dell’organo genitale che diviene completamente
"immerso" nell’adipe pubico.
Al di fuori
di una problematica di ordine estetico e psicologico, il pene infossato
non è da considerare patologico nella maggioranza dei bambini.
In pochi casi esiste un’indicazione alla correzione chirurgica
in età prepuberale. Tra questi ricordiamo il pene ‘incarcerato’
in cui la minzione avviene all’interno del prepuzio che funziona
come una sorta di serbatoio che lascia successivamente fuoriuscire l’urina
goccia a goccia. Un altro motivo che può richiedere una precoce
correzione chirurgica è rappresentato dalle implicazioni psicologiche
derivanti dal confronto con i coetanei. In alcuni bambini possono essere
presenti dei disturbi legati alla mancata apertura dell’ostio
prepuziale derivante dalla presenza di una malattia dermatologica chiamata
‘lichen sclerosus’ la cui gestione dovrà essere accuratamente
valutata dallo specialista.
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