Età all'intervento ed implicazioni
psicologiche
Le implicazioni
psicologiche inerenti la correzione chirurgica dell'ipospadia debbono
tenere in considerazione tutti e tre gli aspetti dello sviluppo del
paziente: quello emotivo, quello dell'immagine corporea (e dello sviluppo
sessuale) ed, infine, quello cognitivo.
Sviluppo emotivo: Durante il primo anno di vita è di
fondamentale importanza impostare una forte e stabile relazione madre-padre-figlio.
La qualità di questa relazione può, tuttavia, essere influenzata in
senso negativo da diversi fattori; uno di questi può essere identificato
nella presenza di un difetto congenito che possa creare un disturbo
nelle capacità di accudimento della mamma nei riguardi
del bambino.
Dal punto di vista dello sviluppo emotivo, il periodo che va dal
sesto mese ad approssimativamente il 15° mese di vita sembra
in generale, quello meno profondamente coinvolto nello sviluppo psicologico
del bambino e, pertanto, il più indicato per l'intervento chirurgico,
se la separazione dai genitori è limitata nel tempo.
Il periodo compreso tra i 24 ed i 36 mesi può anche
essere considerato un periodo in cui il trauma della chirurgia è relativamente
meno complesso. Posporre a tale periodo la correzione chirurgica ha
lo svantaggio, però, di prolungare nel tempo la condizione di menomazione
fisica legata alla malformazione con l'effetto di cristallizzare qualsiasi
scissione o disgregazione nelle relazioni intra-familiari
che la condizione patologica del bambino può aver ingenerato.
L'immagine corporea e lo sviluppo
sessuale
In larga parte, la formazione dell'immagine corporea nel piccolo
bambino deriva dalle interazioni sociali con coloro i quali lo accudiscono,
i genitori ed i loro coetanei. Un bambino con un difetto fisico esteriore,
inclusa l'ipospadia, è a rischio di sviluppare distorsioni della sua
immagine corporea che sono essenzialmente il risultato delle valutazioni
espresse in maniera subliminale da altre persone. Stante il precoce
sviluppo dell'immagine corporea e l'importanza della risposta dei genitori,
l'aspetto positivo insito nella correzione precoce dell'ipospadia è
rappresentato dal fatto che si consente al bambino un più precoce raggiungimento
di una sana immagine corporea e quindi di un sano sviluppo psichico.
Un'area specifica in cui il feedback sociale influenza pesantemente
l'immagine corporea è rappresentato, inoltre, dal periodo di sviluppo
sessuale. Ricerche condotte su bambini con genitali ambigui ha mostrato
come l'identità sessuale sia una funzione dell'apprendimento sociale
che scaturisce dalle risposte ottenute da diversi individui nell'ambiente
in cui si vive. Per esempio, nei bambini la cui identità sessuale genetica
non sia correttamente rappresentata da una corretta morfologia genitale
a causa di stati intersessuali (esempio l'ermafroditismo), si può facilitare
un orientamento sessuale in un senso o nell'altro se il processo di
attribuzione dell'identità sessuale inizia prima dei due anni di età.
Pertanto, l'immagine sessuale corporea è largamente influenzata dalle
relazioni sociali. I maschi in età scolare affetti da ipospadia tendono
ad avere un comportamento che è atipico in termini di genere, se confrontato
con individui non affetti.
La correzione dell'ipospadia prima dei 24 mesi di vita sembra una scelta
ideale per le seguenti ragioni:
- La presa di coscienza dell'identità di genere, cosi come della presenza
di una deformità fisica, avviene dopo tale periodo.
- La socializzazione, che si realizza comunemente nei bambini dopo
i due anni di vita con l'inizio della frequenza scolastica, crea opportunità
di confronto degli organi genitali; bambini costretti a sedere per
urinare o che abbiano evidenti anomalie dei genitali esterni saranno
esposti alle risposte sociali, talora innocentemente crudeli, dei
loro coetanei.
- Dai 30 mesi di vita all'età di 5 anni, la paura del bambino nei
confronti del danno fisico da chirurgia è significativamente accresciuta.
I bambini soggetti ad intervento per ipospadia hanno bisogno di essere
rassicurati riguardo al fatto che la loro sessualità non verrà modificata
e che la loro identità sessuale è completamente maschile.
Sviluppo cognitivo:
Anche se in un bambino di età inferiore ai 18 mesi gli aspetti
cognitivi della preparazione all'intervento sono ovviamente molto limitati,
è altrettanto importante ricordare che i bambini che si avvicinano ai
due anni di vita ben comprendono di trovarsi in un ambiente estraneo
e non naturale e che vengono loro rivolti trattamenti medici.
Tra i due ed i sette anni di vita i bambini possono comprendere più
informazioni e richiedono semplici, valide e concrete spiegazioni di
ciò che accadrà: per quanto tempo saranno lontani da casa, chi sarà
insieme a loro, e come e quando potranno sentire dolore.
I bambini in questa fase della vita sono egocentrici nella loro visione
del mondo e tendono ad associare a se tutti i rapporti causa-effetto,
creandosi dei sensi di colpa che li portano ad addossarsi la responsabilità
della malattia. Per tale motivo, necessitano di affermazioni chiare
e consistenti relative ad eventi negativi, del tipo, "il
tuo intervento chirurgico non deriva da una tua colpa o manchevolezza
...". Un bambino che abbia raggiunto capacità operative
(dopo i sette anni di vita) sarà in grado di comprendere la causalità
dell'evento in una modalità più adulta ma potrà ancora associare in
maniera inconscia la chirurgia con la punizione.
Effetti psicologici della chirurgia
e dell'anestesia:
Nel 1945, Levy pubblicò il primo studio
indirizzato specificamente al problema degli effetti psicologici della
chirurgia sui bambini.
Egli notò che la maggiore incidenza di disturbi emotivi si osservava
nei bambini tra uno e tre anni di vita. I problemi più frequenti erano
rappresentati da incubi notturni (bambini tra uno e due anni), negativismo
(dopo i 4 anni), e diverse paure (incluso fobie, reazioni isteriche
e reazioni ansiose) che possono presentarsi in tutte la fasi della vita.
Levy concluse che la chirurgia rappresentava un più grande stress emotivo
per il bambino di età compresa tra 1 e 3 anni a causa della loro scarsa
comprensione di quanto avviene, della maggiore dipendenza dalla mamma,
dei ridotti contatti sociali al di fuori dell'ambiente familiare e della
ridotta capacità di gestione dell'ansia.
Una inadeguata sedazione preoperatoria nei piccoli
bambini può comportare una eccessiva paura ed ansia prima dell'intervento
oltre a disturbi emotivi post-intervento. Mistificazioni volontarie
e tendenza a sminuire o distorcere la realtà aumentano il rischio potenziale
di disturbi emotivi nei bambini più grandi nel momento in cui si confronteranno
con la verità.
Lo studio definitivo riguardo i rischi psicologici della chirurgia e
dell'anestesia non sarà, probabilmente, mai pubblicato a causa delle
difficoltà nell'isolare lo stress psichico determinato dall'ospedalizzazione,
dall'anestesia e dalla chirurgia. I dati esistenti, tuttavia, suggeriscono
che alcuni gruppi di bambini possono essere a maggiore rischio di sequele
comportamentali dopo l'intervento.
In passato il timing per la correzione dell'ipospadia è stato subordinato
alla possibilità di ottenere un risultato funzionale e cosmetico ottimale
in relazione alle problematiche di una chirurgia tanto complessa. Gli
aspetti tecnici erano considerati prioritari nella scelta del timing.
Le metodiche ricostruttive multistage con la correzione
in tempi diversi dell'incurvamento e del difetto uretrale separate da
6-12 mesi di distanza, erano in passato la regola. Oggi la vasta maggioranza
delle ipospadie può essere corretta in tempo unico; procedure "multistage"
sono riservate soltanto alle malformazioni più complesse.
In molti centri si effettua comunemente la correzione dell'ipospadia
all'età di sei mesi. L'impiego di mezzi di magnificazione ottica, strumenti
microchirurgici e materiali di sutura raffinati ha reso la chirurgia
nei piccoli bambini tecnicamente possibile e chirurghi esperti possono
ottenere risultati eccellenti da un punto di vista cosmetico e funzionale.
E' opportuno sottolineare come questo tipo di chirurgia sia caratterizzata
da una notevole complessità e richieda uno staff esperto e capace di
gestire le molteplici esigenze tecniche legate ai vari pazienti.
Paradossalmente, quanto più complesse ricostruzioni chirurgiche sono
effettuate in bambini più piccoli, tanto più la necessità di ospedalizzazione
post-operatoria viene ridotta. Attualmente, la maggior parte degli interventi
per ipospadia può essere effettuata in regime di Day Hospital o con
la permanenza in ospedale di una sola notte, riducendo il trauma emozionale
associato con la chirurgia ed all'allontanamento dall'ambiente familiare.
Laddove sia necessaria una più lunga permanenza in ospedale, molti centri
ospedalieri pongono attenzione all'esigenza di ridurre la separazione
madre-bambino attraverso metodiche di 'rooming-in'.
Se i criteri esposti vengono adottati in maniera efficace, la chirurgia
dell'ipospadia può essere effettuata idealmente tra i 6 ed i 12 mesi
di vita.
In conclusione, lo sviluppo cognitivo, emozionale e dell'immagine corporea
può essere profondamente influenzato dalla malformazione genitale e
dalla chirurgia ricostruttiva. Questi fattori psicologici
sono di considerevole importanza, in quanto la reazione del bambino
alla chirurgia ed all'anestesia variano drammaticamente con l'età.
Il periodo che va dalle 6 settimane ai 15 mesi è un periodo relativamente
adeguato dal punto di vista dello sviluppo emozionale, a patto che la
separazione bambini-genitori sia minimizzata. Problemi comportamentali
post-operatori quali regressioni caratteriali, incubi notturni ed ansietà
possono essere comuni in determinate età della vita, particolarmente
tra 1 e 3 anni.
Lo sviluppo dell'identità sessuale, infine, che si realizza proprio
in questa particolare fase della vita trae un largo beneficio dalla
precoce correzione di anomalie fisiche genitali.
Alla luce di quanto emerso dagli studi
in tale delicato ambito, l'età ideale per la correzione dell'ipospadia
si situa tra i sei ed i dodici mesi di vita. Nei casi in cui
sia possibile, la conservazione e ricostruzione del prepuzio rappresenta
un elemento importante per contribuire alla creazione di una immagine
corporea quanto più vicina alla normalità con le finalità illustrate
in precedenza.
L'intervento chirurgico precoce consente al bambino affetto da ipospadia
la mancata presa d'atto della malformazione ed il ripristino di una
normale anatomia genitale prima che l'ospedalizzazione e l'intervento
chirurgico lascino tracce indelebili nel suo subconscio.
AMERICAN
ACADEMY OF PEDIATRICS
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