Guida pratica all'intervento
La nascita di un bambino
con malformazioni congenite è sempre causa di notevole ansia
per i genitori e, spesso, determina nella famiglia un senso di confusione
e disorientamento riguardo l'atteggiamento più opportuno da
assumere sia per quanto concerne le indagini diagnostiche da effettuare
che per il trattamento chirurgico da intraprendere. Tale senso di
confusione non di rado lascia il posto ad un vero e proprio disorientamento
quando le indicazioni al trattamento chirurgico e le sue modalità
di applicazione differiscono in maniera palese da sanitario a sanitario.
Cercheremo, pertanto, di fornire delle semplici linee guida che vi
orientino correttamente nella scelta del trattamento più appropriato
allo specifico caso.
Alla nascita: Il primo approccio diagnostico nei confronti del bambino
ipospadico viene effettuato presso l'ospedale dove il bambino nasce.
Il neonatologo provvederà, infatti, alla valutazione delle
severità dell'anomalia peniena, della presenza dei testicoli
e della loro normale discesa nello scroto e, soprattutto, verranno
eseguite le indagini diagnostiche di screening tali da valutare la
presenza di coesistenti anomalie delle vie urinarie o di altri distretti
corporei. Bisogna ricordare che l'ipospadia rappresenta spesso un
sintomo di una condizione malformativa complessa (sindrome).
Se il bambino presenta mancata discesa dei testicoli, forme di ipospadia
severa od anomalie associate a carico di altri organi sarà
altresì opportuna una consulenza genetica.
Età all'intervento: Per quanto
riguarda questo delicatissimo aspetto vi rimandiamo al capitolo
dedicato.
Periodo postoperatorio: Al termine
dell'intervento, viene abitualmente posizionata una derivazione urinaria
temporanea (catetere) che permetta alle urine di fuoriuscire dalla
vescica senza 'bagnare' il segmento di uretra appena ricostruito.
In molte ipospadie l'impiego del catetere è di fondamentale
importanza per poter garantire un corretto consolidamento della neo-uretra
ricostruita. La decisione di utilizzare o meno una derivazione urinaria
viene presa dal chirurgo in relazione al tipo di intervento effettuato.
Ipospadie Distali: Spesso non è
necessaria o viene utilizzata per le prime 24 ore e rimossa prima
della dimissione. Nei casi in cui è prevista una derivazione più protratta
(Ipospadie prossimali ), si utilizza in genere un catetere morbido
che, introdotto nell'uretra, dreni direttamente la vescica.
E' pratica nel mio centro fissare Il catetere al glande con un punto
di sutura e, nel bambino più piccolo, lasciato libero di 'gocciolare'
tra due pannolini.
Ciò permette al bambino una completa autonomia di movimento e rende
più semplice il decorso postoperatorio. In altri centri ospedalieri
vengono impiegate metodiche diverse.
Nel paziente più grande può essere invece collegato ad un sacchetto
raccoglitore delle urine, costituendo così un 'sistema chiuso', con
la necessità di provvedere periodicamente alla sostituzione o svuotamento
del sacchetto. In entrambi i casi il catetere viene lasciato per un
periodo massimo di 7-10 gg. e la sua rimozione è assolutamente atraumatica.
E' molto importante che il catetere rimanga in posizione corretta
e dreni continuamente l'urina. In caso di interruzione del flusso
di urina vanno escluse angolature o inginocchiamenti del catetere
ed eventualmente verificata la sua pervietà con un lavaggio.
E' abbastanza frequente l'evenienza di un temporaneo mal funzionamento
del catetere in relazione a coaguli ematici o depositi di fibrina
che ne ostruiscano il lume. Questa evenienza viene evidenziata dall'arresto
del flusso urinario e dal forte desiderio di mingere che il bambino
esprime. E' importante riconoscere tempestivamente questi sintomi
per evitare che l'urina fuoriesca tra catetere e neo-uretra.
Può accadere che una piccola quantità di urina passi tra uretra e
catetere durante lo sforzo che il bambino compie per evacuare nonostante
il buon funzionamento del catetere stesso. E' evenienza comune e non
deve destare preoccupazione.
MEDICAZIONE PENIENA
Anche la medicazione peniena ha un ruolo determinante per la buona
riuscita dell'intervento. La funzione della medicazione è quella
di immobilizzare il pene operato, prevenire l'edema ed il sanguinamento
post-operatorio.
Anche il tipo di medicazione, come accade per il catetere, può
variare da intervento ad intervento, viene rimossa nei giorni che
seguono l'intervento e non deve, in genere, essere sostituita prima
della sua definitiva rimozione.
La fuoriuscita di una modesta quantità di sangue dalla medicazione
nell'immediato post-operatorio deve essere considerata normale. Nelle
ore e nei giorni che seguono la rimozione della medicazione un certo
edema e gonfiore del pene è una eventualità piuttosto
comune.
TERAPIA DEL DOLORE
Il bambino operato per ipospadia può avere fastidio o dolore
dopo l'intervento. Questi sintomi sono in genere causati da ' spasmi
vescicali '. La vescica è un serbatoio di urina dotato di una
parete muscolare è può essere irritata dall'intervento
chirurgico e soprattutto dalla presenza di un catetere. Le manifestazioni
di tali irritazione sono rappresentate dallo spasmo (contrazione)
del muscolo vescicale. Se si verifica, in genere è improvvisa
e dura pochi minuti, il bambino può iniziare a piangere e lamentarsi
con le gambe flesse verso il torace. Spesso, i bambini più
grandi, riferiscono lo stimolo urgente o la sensazione di (fare la
pipì). Talvolta la comparsa di spasmi vescicali dipende dalla
presenza di feci nel retto o può dipendere da un cattivo drenaggio
del catetere. La conseguenza di tali spasmi può determinare,
come visto in precedenza, la minzione tra catetere e neo-uretra. Quando
tale episodi siano frequenti si possono utilizzare specifici farmaci.
IGIENE E CURA DEL PENE OPERATO
Quando viene rimossa la medicazione il pene può essere ancora
gonfio ed ecchimotico per alcuni giorni prima di assumere un aspetto
normale. Ciò non deve essere causa di ansia per i genitori,
in quanto la complessità tecnica della ricostruzione chirurgica
comporta un naturale processo di cicatrizzazione e consolidamento
delle strutture anatomiche ricostruite che si completa nell'arco di
settimane. Una pomata antibiotica deve essere applicata a livello
del nuovo sbocco uretrale (neo meato) più volte (3-4) nell'arco
della giornata o al cambio del pannolino. Favorisce una guarigione
ottimale e previene eventuali coaguli o croste che potrebbero compromettere
l'esito dell'intervento.
Dopo la rimozione del catetere e della medicazione è consentito
il bagno integrale, ma deve essere limitato a periodi brevi (5 minuti)
ed una sola volta al giorno per la prima settimana dopo l'intervento.
I punti usati (materiale di sutura) per la ricostruzione sono in materiale
riassorbibile e non devono essere rimossi. Cadranno spontaneamente
nell'arco di alcune settimane.
Non vi sono regole particolari e/o limitazioni per la ripresa di una
normale attività fisica; è tuttavia preferibile evitare
compressione della regione perineale e scrotale (triciclo, bicicletta,
cavallo a dondolo) per un periodo di 2-3 settimane dopo l'intervento.
INFEZIONE
L'infezione è una possibile complicanza di qualsiasi intervento
chirurgico sebbene piuttosto rara nella chirurgia dell'ipospadia.
La comparsa di arrossamento cutaneo, presenza di pus franco e/o febbre
sono segni evidenti di una infezione in atto e devono essere prontamente
messi in evidenza per un tempestivo trattamento medico/antibiotico.