FAQ

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In rare circostanze, soprattutto nei bambini che nascono prima del termine e nei casi in cui il testicolo ha quasi raggiunto la sua posizione fisiologica. Ciò accade soltanto nei primi mesi di vita postnatale. Dopo i sei mesi di vita la discesa spontanea è molto improbabile.

La terapia con farmaci (gonadotropine) è stata praticamente abbandonata. E’ necessario un intervento chirurgico.

No. Dura abitualmente circa 30 minuti ed il bambino riprende le sue normali attività lo stesso giorno dell’intervento.

No, non ci sono suture da rimuovere.

No. La ‘scomparsa’ dell’ernia è un evento straordinario. Una volta comparsa, tende ad essere sempre più evidente.

Non c’è motivo di attendere in quanto non può scomparire spontaneamente. Nel bambino piccolo (lattante) e ancor di più nel prematuro è estremamente pericolosa in quanto frequentemente si complica con l’incarceramento (strozzamento) che può comportare seri danni al testicolo.

In primo luogo il rischio di incarceramento o strozzamento erniario. Il viscere che fuoriesce dalla cavità addominale diviene congesto e non può più far rientro nella cavità addominale.

Nel paziente in età pediatrica non si usano protesi o reti di rinforzo.

Si sempre. La recidiva (ricorrenza) è molto rara. Può, però, comparire contro-lateralmente specie se inizialmente sinistra.

Assolutamente no, anzi, nella maggior parte dei casi può essere dannosa. Infatti la manovra crea delle micro-lacerazioni della pelle che, cicatrizzandosi, la rendono meno elastica.

Si, in alcuni casi può essere completamente risolutiva.

Se non ci sono episodi infettivi ricorrenti o altri sintomi, l’intervento può essere posticipato fino all’adolescenza. La ‘scopertura del glande’ in un individuo che non sia sessualmente maturo è del tutto inutile.

No, non è generalmente causa di infezioni urinarie ma può causare infezioni locali.

Si, in alcuni casi si può scegliere di eseguire una plastica prepuziale che lascia completamente coperto il glande, con un risultato più “naturale”.

No perché continuamente rifornito da un canale (c.d. dotto peritono vaginale) con cui si nasce che fa comunicare la cavità che contiene il testicolo con la cavità addominale.

Dopo il terzo anno di vita qualora persistente.

Non c’è nessun rapporto tra idrocele e sterilità.

Tale evenienza è molto rara e, qualora qualcosa si insinui in un sottile dotto peritoneo vaginale pervio, si tratta quasi sempre di omento e non di un’ansa intestinale.

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