Classificazione anatomoclinica

A) Epispadia maschile
A seconda della posizione del meato urinario possiamo classificare l’epispadia in tre forme anatomocliniche

  • Epispadia balanica o glandulare.
  • Epispadia peniena.
  • Epispadia penopubica.

Come vedremo, la posizione stessa del meato è direttamente legata alla gravità delle anomalie associate quali l’accorciamento penieno, l’incurvamento dorsale e l’incontinenza urinaria.

  • Epispadia balanica o glandulare: la malformazione è limitata al glande; il meato è posizionato sulla sua superficie dorsale e non c’è interessamento della continenza urinaria. Sono presenti: un solco dorsale dal meato all’apice del glande, prepuzio assente sulla regione dorsale e ridondante ventralmente. Il resto del pene ha un aspetto sostanzialmente normale anche se può presentare un certo grado di incurvamento dorsale (più evidente all’erezione). Questo è il tipo di epispadia meno frequente e di più facile correzione.
  • Epispadia peniena: il grado di accorciamento uretrale è maggiore con il meato posizionato in un punto variabile tra il glande e la sinfisi pubica. Oltre l’accorciamento uretrale, la posizione ectopica del meato e l’assenza del prepuzio dorsale, il pene ha una forma appiattita o spatulata con una separazione anomala dei corpi cavernosi.

Il corpo spongioso che ricopre l’uretra è poco sviluppato o assente. Questi tessuti patologici (uretra ipoplasica, spongioso iposviluppato) spesso determinano un incurvamento dorsale del pene. Il collo vescicale

e lo sfintere esterno sono normali e non c’è incontinenza. È possibile l’associazione con reflusso vescicoureterale.

  • Epispadia penopubica: è la variante più grave e più frequente. L’uretra è aperta per tutta la sua estensione fino al collo vescicale il quale è largo e corto. Qualche volta si apprezza un prolasso della mucosa vescicale. È la variante di transizione con l’estrofia vescicale e, come in questa, si osserva:
  • Separazione delle branche pubiche e dei muscoli retti dell’addome nella regione ipogastrica.
  • Incontinenza urinaria: la vescica ha una capacità ridotta e una parete sottile come conseguenza della sua disfunzione. Il collo vescicale è difficilmente individuabile. Il tratto urinario superiore è spesso normale ma l’associazione con reflusso vescicoureterale è frequente.
  • A livello genitale la malformazione colpisce solo il pene. Come nell’estrofia il pene è di forma schiacciata con i corpi cavernosi divaricati come conseguenza della separazione delle branche pubiche. L’asta, inoltre, è infossata ed addossata alla parete addominale. Il resto dei genitali è normale: testicoli, dotti deferenziali, vescicole seminali, dotti eiaculatori e prostata

B) Epispadia femminile

Così come nel sesso maschile, nelle femmine l’epispadia può essere di tre gradi anche se le due forme minori spesso passano inosservate. L’epispadia isolata presenta divaricazione dell’uretra, bifidità del clitoride e separazione anomala delle grandi e delle piccole labbra nella loro porzione craniale. Nei casi lievi non c’è incontinenza urinaria.

Conclusione

L’epispadia maschile e femminile può presentarsi in due diverse forme cliniche:

  • Anteriori: si caratterizzano per l’assenza di incontinenza urinaria. Nelle bambine è possibile, talora, incontinenza di sforzo. Nei maschi, il flusso urinario è disperso e di direzione anomala. Sono possibili casi di epispadia balanica a prepuzio integro che vengono spesso diagnosticate tardivamente.
  • Posteriori: sono caratterizzate dall’incontinenza urinaria, più frequentemente completa.

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