Lo sapevi che…

La circoncisione neonatale è una pratica antica la cui origine va fatta risalire a circa 6.000 anni fa quando veniva eseguita dai popoli che vivevano nella parte occidentale dell’Africa. Riscontri di tale pratica si hanno, però, già nel 2800 a.c. come illustrato in un bassorilievo Egizio. Si ritiene che la circoncisione venisse eseguita nei popoli pagani primitivi come iniziazione prematrimoniale o come un rituale legato all’ammissione dei giovani alla classe degli uomini adulti.  In seguito Ebrei ed Arabi diedero alla circoncisione una importanza religiosa, ovvero la imposero come simbolo di appartenenza ad una casta religiosa. La prima documentazione scritta di circoncisione appare nella Bibbia. Durante il diciannovesimo secolo, nei paesi di lingua inglese, la circoncisione si è evoluta da rituale religioso o rito prepuberale a chirurgia di routine per motivi di “salute” quando l’eziologia di molte malattie era del tutto ignota. Tra miti ed ignoranza si fece strada la convinzione che la masturbazione fosse causa di molte malattie. Sembrò quindi logico per molti medici ricorrere alla chirurgia genitale su entrambi i sessi per arrestare la masturbazione.  Nel 1891 d.C. Remondino, un medico dell’epoca, invocò la circoncisione per prevenire e curare alcolismo, epilessia, asma, ernia, gotta, reumatismo, scoliosi e mal di testa! Tuttavia, man mano che gli studi scientifici dimostrarono la vera eziologia delle patologie citate, nuove motivazioni furono portate a supporto della necessità di effettuare la circoncisione neonatale, quali l’igiene e la prevenzione di malattie veneree.  Negli anni ’30 il timore che il prepuzio fosse causa di cancro del pene e durante gli anni ’50 di cancro della cervice uterina rappresento un nuovo stimolo alla diffusione della circoncisione.  Mentre la Società Medica Americana ricercava motivazioni che giustificassero la perpetuazione di tale pratica, nell’ambiente medico Europeo si facevano sempre più numerosi gli studi finalizzati a dimostrare l’importanza ed il reale ruolo sostenuto dal prepuzio. Nel 1949 il Dr. Douglas Gairdner pubblicò, sul British Medical Journal (Dec.24,1949: 1433-1437), un articolo dal titolo:” The Fate of Foreskin (Il destino del prepuzio)” cui Gairdner descriveva il prepuzio come tessuto normale ed il ruolo che la sua adesione al glande riveste nel proteggere il glande stesso dal contatto con urina e feci durante l’infanzia. Come conseguenza della pubblicazione di tale articolo il British National Health Service sospese il pagamento dei compensi per la circoncisione e tale pratica cessò in Inghilterra. Negli USA, dove la circoncisione neonatale ha rappresentato per decenni una pratica diffusa alla quasi totalità della popolazione, si assiste attualmente ad un netto declino di tale consuetudine. Le ultime cifre parlano di 59.5 % di bambini circoncisi nei primi giorni di vita a livello nazionale. Negli stati dell’America occidentale tale cifra scende al 35.5 %.

Le motivazioni più recenti per giustificare la circoncisione neonatale comprendono la prevenzione delle infezioni urinarie nei primi anni di vita e l’infezione da AIDS nella vita sessualmente attiva.

Inoltre, in tutto il mondo una elevata percentuale di bambini vengono ancora circoncisi per motivi razziali e religiosi e la circoncisione viene effettuata molto spesso al di fuori delle strutture ospedaliere.

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