Tecniche chirurgiche

In contrasto con l’ipospadia in cui esistono un elevato numero di tecniche chirurgiche che offrono diverse opzioni terapeutiche; per la correzione dell’epispadia sono disponibili un minor numero di alternative chirurgiche ed i risultati da un punto di vista funzionale spesso non sono soddisfacenti.
Quando l’epispadia non è associata ad incontinenza urinaria (forme anteriori con uretra posteriore ed apparato sfinterico conservato), il trattamento chirurgico è limitato alla ricostruzione dell’uretra e del glande utilizzando il piatto uretrale.
Quando l’epispadia è associata ad incontinenza urinaria (forme posteriori), il trattamento diventa più complesso. Oltre alla chiusura dell’uretra, la mancanza dell’apparato di continenza rende necessaria la creazione di un sistema di continenza del reservoir vescicale.

Quando eseguire la correzione?

Al fine di ridurre al minimo l’impatto psicologico, l’età più adeguata per la riparazione coincide con il primo o secondo anno di vita.

Gli aspetti essenziali per il successo della riparazione dell’epispadia comprendono:

  • allungamento penieno
  • correzione dell’incurvamento dorsale
  • uretroplastica
  • copertura del difetto cutaneo dorsale del pene

Alcune considerazioni per le forme più gravi:

Nei casi di epispadia posteriore (con incontinenza, senza estrofia vescicale), alla plastica uretrale e peniena si assocerà una ricostruzione del collo vescicale per ottenere la continenza. Quando sia impossibile ottenere una continenza mediante le metodiche finalizzate all’aumento delle resistenze cervico-uretrali sarà necessario impiegare uno sfintere artificiale o un meccanismo di drenaggio delle urine mediante stoma cateterizzabile continente (Mitrofanoff).

Nelle forme in cui all’epispadia è associata l’estrofia vescicale, la priorità sarà la correzione dell’estrofia vescicale onde evitare le complicanze che possano compromettere la funzione renale.
La tendenza attuale del trattamento è la chiusura funzionale della vescica e la ricostruzione in due tappe: la prima a 48 ore di vita con la semplice chiusura del difetto vescicale ed addominale associata o no a reimpianto ureterale. A circa 2 anni di vita si procede alla ricostruzione peniena (come sopra) associata, secondo il caso, alla ricostruzione della parete addominale inferiore, reimpianto vescicoureterale e plicatura del collo vescicale per raggiungere la continenza.

COMPLICANZE

Complicanze precoci
– La necrosi dei lembi cutanei mobilizzati è un rischio nell’immediato postoperatorio
– Gli spasmi vescicali possono essere altamente fastidiosi nel postoperatorio. Una vescica di piccole dimensioni come quella estrofica ha una maggior predisposizione ad essi.

Complicanze tardive
– Il rischio di comparsa di fistole è sempre presente in qualsiasi uretroplastica sebbene siano più frequenti nelle riparazioni di epispadia rispetto all’ipospadia. In caso di comparsa di fistola bisognerà attendere 6 mesi per programmare un nuovo intervento di riparazione della stessa.
– Una complicanza particolarmente grave, e forse sottovalutata, è l’insuccesso nel raggiungimento di un pene abbastanza lungo ed eretto. Questo problema si mette in evidenza quando il paziente raggiunge l’età adulta; i rapporti sessuali risultano difficili se, durante l’erezione, il pene è troppo rigido e fisso sulla parete addominale. In alcuni casi potrebbe essere necessario un nuovo intervento che è particolarmente difficile. Se la retrazione è dovuta a cicatrici cutanee e al tessuto fibroso alla radice del pene, si deve asportare questo tessuto e coprire il difetto con lembi. Se questo allungamento mettesse in evidenza la presenza di un uretra corta, bisognerà denudare l’asta, isolare l’uretra e preparare il terreno per un uretroplastica mediante innesto cutaneo o mucoso.

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart